venerdì 23 dicembre 2011

Macchine per scrivere: il nastro



Erroneamente in molti libri e siti web viene attrribuita l'invenzione a G.K. Anderson.
In questa immagine per Paging Mach è possibile vedere chiaramente il sistema di nastri
passanti e nella descrizione viene specificato il funzionamento
I nastri inchiostratori erano presenti per i timbri manuali (ne parleremo più avanti) ma dalle mie ricerche sembra che il sistema applicato alle macchine da scrivere è quello inventato il 27 Settembre1864 (patent nr. 44488) da SAMUEL W. SOULE AND C. LATHAM SHOLES.
http://scrivevo.blogspot.com/2012/02/macchine-per-scrivere-giuseppe-ravizza.html Un giorno assieme ad un certo Soules (noi sappiamo insieme Carlos Glidden and Samuel Soulé nel1867) pensò di costruire una macchina che potesse sostituire la scrittura. Costruì alcuni modelli, l'11 ottobre 1867, richiedeva il primo brevetto, in molte parti identico a quello ottenuto, ben 13 anni prima, dal Ravizza.
Praticamente Mr. Sholes brevetta prima il nastro e poi la macchina (inventa la sella e poi conosce il cavallo)

Thomas I. Daniel patent 332791
Una menzione speciale la merita anche Thomas I. Daniel che il 22 Dicembre 1885 registra il brevetto nr. 332791.
Nel suo disegno si vede benissimo il meccanismo del nastro applicato alla macchina per scrivere "invented a new and useful inking ribbon annunciator for Type Writing Machines". Con questo meccanismo l'operatore veniva avvisato della fine del nastro.

George K. Anderson patent 349026
Il 14 settembre  1886 George K. Anderson registrò il brevetto nr. 349026 della sua invenzione: il nastro per le macchine da scrivere con doppio colore, colore primario e colore a contrasto (vedi disegno), per avvisare l'operatore dell'imminente fine corsa del nastro così da riavvolgerlo prima che il nastro si stacchi dal supporto.
Lebbeus H. Rogers patent 455263
L'invenzione di Lebbeus H. Rogers, patent 455263 del 30 Giugno 1891, è legata alla modifica del nastro ed in particolare all'applicazione sul terminale del nastro, di una lamina metallica, tipo foglia d'oro. La lamina metallica permetteva così il facile montaggio o rimozione evitando all'operatore inconvenienti macchie sulle mani o sui vestiti; inoltre sulla lamina ogni produttore poteva così applicare il proprio marchio.

Nel 1894 Johnson inventa il meccanismo che permette di riavvolgere il nastro.
C. E. Johnson patent 521288

L'invenzione della Carta Carbone

Come al solito l'attribuzione di questa invenzione è contesa tra l'italiano Pellegrino Turri e un britannico, Ralph Wedgwood, membro della famosa famiglia di imprenditori della Royal Society. Secondo diverse fonti, Turri avrebbe battuto sul tempo l’inglese, inventando la carta carbone tra il 1801 e il 1802 , ma il brevetto ha in calce la firma di Wedgwood e la data del 7 ottobre 1806.
L’italiano Turri ha inventato la “ carta nera” per l’amata contessa Carolina Fantoni da Fivizzano.

Turri, che era un grande amico del cugino della contessa, Agostino Fantoni, regalò alla donna la possibilità di scrivere le lettere in riservatezza, comprese quelle destinate a lui. Della macchina non si è salvato neanche un disegno, ma le missive scritte da Carolina ne testimoniano l’esistenza.

Mr. Wedgwood era un inventore brillante, ma se oggi si parla di lui è soprattutto grazie ai successi della nota industria di porcellana in quanto registrò la propria invenzione della carta carbone con 200 sterline.

Per realizzare quello che brevettò come Stylographic manifold writer, Ralph imbevette d’inchiostro un sottile foglio di carta e poi lo fece asciugare. A quel punto non restava che porre il nero strato tra un foglio di carta velina (sopra) e uno di carta normale (sotto), per scrivere una lettera e ottenerne due copie simultaneamente. Per fare pressione usava uno stilo di avorio, o di agata o di metallo, in modo che l’inchiostro restasse impresso sia sulla carta velina sia sul foglio bianco sottostante. Un sistema semplice e rivoluzionario in quanto fino ad allora le copie dei documenti venivano fatte con il pantografo.

L’intento di Ralph non era quello di far risparmiare tempo e fatica agli amanuensi dell’800, ma quello di consentire la scrittura anche alle persone che, negli anni, perdevano la vista e quindi fare a meno del calamaio.

Tanto Turri quanto Wedgwood non fecero grandi affari con la loro invenzione. La storia prosegue nel 1823 con l’entrata in scena dell’americano Cyrus P. Dakin (di Concord, Massachusetts), che fece la sua carta carbone con fuliggine e olio. Intorno al 1860, l’inventore Lebbeus H. Rogers di New York (vedi post sul nastro delle macchine per scrivere) cercò di fare affari con la carta di Dakin.

omaggio a Friedrich von Knaus (1724-1789)

Friedrich von Knaus (1724-1789), era un orologiaio tedesco, meccanico e inventore, che ha costruito meccanismi di orologeria che, in modo semplice, possono suonare strumenti musicali, scrivere frasi brevi, e comunque eseguire dei comandi preimpostati. Si ritiene che Knaus è il primo inventore di un sistema di scrittura automatizzato.

Knaus invrentò diversi almeno cinque sistemi di scrittura automatizzati e il primo fù presentato in Francia nel 1753. Nei suoi esempi precedenti la scrittura era semplicemente tracciata da una mano che impugna una penna. La quarta invenzione ebbe miglioramenti significativi, tale da essere paragonato ad un vero scrittore, in grado di scrivere testi lunghi.

L'automatismo mostrato nella figura fu creato da Knaus nel 1764 e fu donato al suo mecenate principe Carlo di Lorena. Il meccanismo d'orologeria imprime ad una mano un movimento che le fa intingere la penna nel calamaio e scrivere sopra un cartoncino la frase "Huic Domui Deus / Nec metas rerum / Nec tempora ponat" [A questa Casa Dio non ponga né fini, né scadenze]. Sul metallo argentato che ricopre il meccanismo si legge "Pro patria". Il meccanismo è realizzato in rame argentato con dimensioni di 68 cm di larghezza e 100 cm di altezza rivestito in metallo argentato.

Questi straordinari meccanismi, conservata fino ad oggi a Vienna presso il Museo della Tecnica e presso il Museo Galileo di Firenze,  potrebbero scrivere qualsiasi frase già fatta, e potrebbero anche scrivere sotto dettatura per mezzo di un comando a mano sulla tastiera.

martedì 13 dicembre 2011

Comprare macchine per scrivere su Ebay

L'acquisto di macchine da scrivere su internet può essere pericoloso per chiunque in quanto le macchine per scrivere vengono acquistate senza il collaudo necessario.

Questo non significa che è da evitare. Venditori dedicati che fanno questo mestiere da una vita oltre, che hanno una passione per le macchine da scrivere e che fanno affari non solo in rete ma anche per telefono, via mail e di persona sono scommesse sicure. Basta guardare i prezzi.

E-Bay è la vera paura per gli appassionati della macchina per scrivere che cercano di macchine funzionanti. È necessario prestare attenzione. Ecco alcuni suggerimenti e se li seguirai  farai la scelta giusta. Ho comprato tanto online ed ho imparato a mie spese.

VUOI EVITARE BRUTTE SORPRESE? COMPRA SUL NOSTRO SITO: LE MACCHINE DA SCRIVERE IN VENDITA SONO TUTTE PROVENIENTI DA COLLEZIONI PRIVATE.

Guarda i costi di spedizione. C'è spesso una offerta iniziale molto bassa, ma il costo di spedizione estremamente elevato. Chiedere sempre il costo di spedizione e il tipo di imballaggio prima di effettuare l'acquisto.

Fai attenzione a coloro che dicono "non l'ho provato, non so nulla, non so se funziona." Ciò significa che c'è un difetto da qualche parte, la maggior parte delle volte: i venditori non sono degli sprovveduti.

Le machine portatili senza custodia non sono sicure. Ognuna dovrebbe avere la propria custodia originale con la macchina correttamente installata. Deve essere collocata nella scatola come da progetto, con il blocco carrello inserito (e su alcune macchine, non c'è) informare il venditore di bloccare il carrello in posizione centrata.

Chiedere al venditore di riempire correttamente gli spazi vuoti all'interno del pacco. Si dovrebbero avere almeno tre centimetri di spessore imbottito con carta riciclata, carta da imballo o altro specifico per imballo su tutti i sei lati della scatola di spedizione. Poi, assicurarsi che il pacco sia correttamente etichettato con "questo è il lato alto" e "fragile".

Fai offerte senza esagerare evitando di pensare che questa macchina è rara ed unica: non aspettarai troppo tempo per trovare tutti i modelli che stai cercando.



Cosa dire ai venditori di e-Bay riguardo all'imballaggio. Ecco la frase che io di solito invio al venditore:. "Ciao, assicurati che la macchina sia correttamente fissata nella sua scatola con il carrello bloccato e che sia ben  imbottita, Inoltre, assicurarati che la scatola sia inserita nel pacco di spedizione con la macchina da scrivere rivolta verso l'alto e che l'intero pacco sia circondato su tutti e sei i lati (superiore, inferiore e tutti e quattro i lati) da almeno tre o più cm con del materiale da imballo. Ti chiedo inoltre di apporre l'etichetta "FRAGILE" e "Non capovolgere". Ho ricevuto moltissime macchine per scrivere per posta e confezionate in questo modo nessuna è mai arrivata danneggiata. Grazie mille!"

lunedì 5 dicembre 2011

Macchine per scrivere: Macchine per scrivere libri

La prima macchina da scrivere per libro è stata la macchina per scrivere Elliott Book Typewriter prodotta dalla Elliott & Hatch Book Typewriter Co., New York, NY (1897). Il libro veniva osizionato aperto sulla base e la macchina da scrivere si spostava su rotaia man mano che l'operatore digitava. Elliott Book Typewriter sono state pubblicizzate durante gli anni 1901-02. Una pubblicità del 1902 affermava che la macchina avrebbe potuto fare tutto quello che faceva una qualsiasi macchina da scrivere.  Nel 1898 la Elliott Book Typewriter era venduta a 175 dollari.

Fisher Book-Typewriter Co., Cincinnati, Ohio, sviluppò una macchina da scrivere per libri con una serie di vantaggi, tra cui scrivere in modo visibile per l'operatore. Questa macchina fu commercializzata come la macchina da scrivere per libri Fisher e come Macchina da scrivere per faturazione nel 1901.

Nel 1903 ci fù la fusione tra la Elliott & Hatch e la Fisher per formare la Elliott-Fisher, che produceva macchine da scrivere e altre macchine correlate su una superficie orizzontale piana. Elliott-Fisher vinse un premio al Saint Louis Exposition nel 1904. A partire dal 1925, oltre a una macchina per scrivere per libri rilegati, Elliott-Fisher produsse una macchina per scrivere su fogli singoli o schede, e una macchina ad alimentazione automatica progettata per moduli in rotoli continui.

venerdì 2 dicembre 2011

Gli Inventori Italiani: G.B. Marchesi

Se oggi digiti su un motore di ricerca G.B. Marchesi, nei primi risultati troverete di tutto ma non quello che troverete leggendo questo post: aziende agricole, ristoranti, aziende vinicole, i ragguagli di Parnaso, e così via.

Il nostro G.B. Marchesi allora chi è?

Nel 1851, 10 anni prima dell'Unità d'Italia, si tenne a Londra la prima esposizione internazionale interamente finanziata da fondi privati. La Great Exhibition of London, la prima Esposizione Universale nella storia ed il suo tema era "L'Industria di tutte le nazioni", suddivisa in 4 categorie: materiali grezzi, macchinari e invenzioni meccaniche, manifatture, sculture e arti plastiche. Secondo Nikolaus Pevsner fu l'evento che inaugurò l'era moderna, l'era dell'industria per quanto riguarda l'architettura ed il design industriale.
Il simbolo stesso dell'Exhibition era il Crystal Palace, un edificio che riassumeva in sé gli elementi della modernità, l'acciaio ed il vetro, la prefabbricazione degli elementi costruttivi chene permisero la realizzazione in tempi da record e con prezzi altrettanto bassi.
L'esposizione fu vinta da Josep Paxton con il Crystal Palace, costruito interamente in vetro e ferro (materiali innovativi per l'epoca). Il Crystal Palace rievocava il concetto stesso dell'esposizione, in quanto era considerato come proprio e vero oggetto (era smontabile e costruito con pezzi in serie).
Nonostante l'alto numero di visitatori.. non si potè parlare ancora di arte applicata all'industria... in quanto la funzione era ancora considerata più importante dell'estetica. D'altra parte ci fu un intenso interesse verso ciò che era considerato come oggetto in serie.
Grazie all'esposizione si affermarono però numerosi nuovi oggetti.. come la macchina per scrivere.

Ma allora il nostro Marchesi era presente alla Great Exhibition of London? Ora è più facile fare una ricerca in rete. Digitiamo: exhibition 1851 "g.b.marchesi" e voilà, abbiamo soltanto 8 risultati: una via, un sito di letteratura, un cardinale, appunti su Dante, ma nulla in relazione al nostro mondo delle macchine per scrivere.

Facciamo un salto indietro nella nostra storia.

Girolamo Cardano (1501-1576) oltre ad essere ricordato per l'invenzione della serratura a combinazione, la sospensione cardanica e il giunto cardanico e per l'accusa di eresia nel 1570 per aver elaborato e pubblicato nel 1554 un oroscopo di Gesù, tra le altre invenzioni, questo matemetico italiano, aveva individuato un modo di insegnare ai ciechi a leggere e a scrivere con il senso del tatto.  Si tracciava con un punteruolo d'acciaio o con la stilo il contorno di ciascuna delle lettere dell'alfabeto, incisa su metallo, fino a quando non si riusciva a distinguere le lettere con il tatto e riprodurle su carta.

Nel 1575 Rampazetto produsse a Roma, in calcografia lelettere intagliate nel legno. La sua invenzione fù dedicata a San Carlo Borromeo.

Padre Francesco Lana-Terzi, lo stesso gesuita italiano che ha anticipato da oltre un secolo il sistema di lettura labiale per sordomuti, ha anche suggerito, come un miglioramento rispetto invenzione di Cardano per i non vedenti, una guida costituita da una serie di fili e corde disposte in linee parallele alla stessa distanza l'uno dall'altro, così da assicurare una scritta dritta e l'uniformità dello spazio tra le righe. Oltre a questo, Lana-Terzi descrive, nel suo "Prodromo", la sua invenzione, con la quale i non vedenti possono ecorrispondere tra loro con un codice segreto. E 'così semplice che può essere imparato in poche ore. Invece di costringere una persona non vedente ad imparare a formare tutte le lettere dell'alfabeto, i tre metodi sottolineati da Lana-Terzi richiede solo una conoscenza tattile delle lettere, la familiarità con le loro posizioni nelle rispettive sezioni, e un po 'di abilità.

Ma il nostro Marchesi? purtroppo in rete non c'è traccia, e allora vi racconto una breve storia su questo nostro connazionale. Gian Battista Marchesì ricevette una medaglia, durante  la Great Exhibition of London per aver inventato, nel 1850, una macchina capace di scrivere caratteri a rilievo e visibili, usata a quel tempo nell’Istituto dei Ciechi di Milano.

L’Istituto dei Ciechi di Milano ha dedicato un museo ha allestito al suo interno un museo unico nel suo genere che raccoglie strumenti, macchine speciali, libri stampati per i ciechi e materiali tiflodidattici che testimoniano la trasformazione avvenuta nella scuola dell’Istituto, dall’uso della scrittura visiva in rilievo a quella in codice Braille.

A Louis Braille si deve l’ideazione intorno al 1829 del metodo di scrittura e lettura con combinazione di punti in rilievo, che da lui prese il nome.

Purtroppo al momento sul sito ufficiale dell'Istituto non c'è nessuna menzione sui nostri inventori ma ci sto lavorando. Ringrazio il museo per le due immagine pubblicate.